21/06/2011
Elogio della Brevità
Italo Calvino: Elogio della Brevità
" Il mio lavoro di scrittore è stato teso fin dagli inizi a inseguire il fulmineo percorso dei circuiti mentali che catturano e collegano punti lontani dello spazio e del tempo. Nella mia predilezione per l'avventura e la fiaba cercavo sempre l'equivalente d'un'energia interiore, d'un movimento della mente. Ho puntato sull'immagine, e sul movimento che dall'immagine scaturisce naturalmente, pur sempre sapendo che sono si può parlare d'un risultato letterario finché questa corrente dell'immaginazione non è diventata parola. Come per il poeta in versi così per lo scrittore in prosa, la riuscita nella felicità dell'espressione verbale, che in qualche caso potrà realizzarsi per folgorazione improvvisa, ma che di regola vuol dire una paziente ricerca del mot juste, della frase in cui ogni parola è insostituibile, dell'accostamento di suoni e di concetti più efficace e denso di significato. Sono convinto che scrivere prosa non dovrebbe essere diverso dello scrivere poesia; in entrambi i casi è ricerca d'un'espressione necessaria, unica, densa, concisa, memorabile. E' difficile mantenere questo tipo di tensione in opere molto lunghe; è d'altronde il mio temperamento mi porta a realizzare mi meglio in testi brevi: la mia opera è fatta in gran parte di short stories. Per esempio il tipo di operazione che ho sperimentato in Le cosmocomiche e Ti con zero, dando evidenza narrativa a idee astratte dello spazio e del tempo, non potrebbe realizzarsi che nel breve arco della short story. Ma ho provato anche componimenti più brevi ancora, con uno sviluppo narrativo più ridotto, tra l'apologo e il petit-poème-en-prose, nelle Città invisibili e ora nelle descrizioni di Palomar. Certo la lunghezza o la brevità del testo sono criteri esteriori, ma io parlo d'una particolare densità che, anche se può essere raggiunta pure in narrazioni di largo respiro, ha comunque la sua misura nella singola pagina" (tratto da "Rapidita in Lezioni americane (1988) Italo Calvino
Italo Calvino
Italo Calvino è nato a Cuba (Santiago de Las Vegas nel 1923) ma questo dato anagrafico è una pura combinazione perché è considerato uno dei maggiori scrittori italiani contemporanei. Tra le sue opere più famose; il sentiero dei nidi di Ragno (1947), Il visconte dimezzato (1952), il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959), Le una notte d'inverno un viaggiatore (1979), Palomar (!983). Collaboratore di numerose riviste e giornali, Calvino ha contribuito al dibattito culturale del dopoguerra facendosi portavoce, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia, della letteratura italiana. E' morto a Siena nel 1985.
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