18/10/2011

Big Kahuna

    Ci sono film che hanno, come tanti libri, il potere di esprimere con poco quello che ognuno di noi dovrebbe conoscere e comprendere con il "tanto" che la vita ci dona.

    Goditi potere e bellezza della gioventù, non ci pensare: il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite ma credimi, tra 20 anni guarderai quelle tue vecchie foto in un modo che non puoi immaginare adesso; quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi. Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro, oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita sono quelli che non ti erano neanche passati per la mente, di quelli che ti colgono di sorpresa, alle 4 di un pigro martedì pomeriggio. Fa una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta! Non essere crudele con il cuore degli altri, non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perdere tempo con l'invidia, a volte sei in testa, a volte resti indietro; la corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricordati i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa fare della tua vita: le persone più interessanti che conosco a 22 anni non sapevano che fare della loro vita, i quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no, forse avrai figli o forse no; forse divorzierai a 40 annni, forse ballerai con lei al cinquantacinquesimo anniversario di matrimonio; comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza paura e senza temere quello che pensa la gente! È il più grande strumento che potrai mai avere. Balla, anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza, ti faranno solo sentre orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni - i più preziosi - rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perchè più diventi vecchio, più avrai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala, prima che ti indurisca. Vivi in California per un po', ma lasciala, prima che ti rammollisca. Non fare pasticci con i tuoi capelli, se no quando avrai 40 anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostaglia: dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quello che vale. Ma accetta il consiglio, per questa volta.

Alla fine del film i titoli di coda sono accompagnati dalla voce originale di Denny De Vito che su u
dal film "The Big Kahuna" di John Swanbeck

09/06/2011

Cinema: la voce di Paul Auster

La voce di Paul Auster

 

Nel nostro viaggio nel pianeta cinema gustiamoci il parere dello scrittore Paul Auster, autore della Trilogia New York e sceneggiatore di Smoke e Blue in the Face.

 

"Ho letto alcune sceneggiature giusto per capire tecnicamente come si scrivono: come si numerano le scene, come si passa dagli interni agli esterni eccetera. Ma se si esclude una vita passata a guardare film, non mi sono preparato appositamente. I film mi hanno attratto sin da bambino - penso che succeda a molti - ma nello stesso tempo mi creavano qualche problema: non certi film in particolare, i film in generale, il mezzo di comunicazione in sè.

...La bidimensionalità. La gente ritiene i film molto "reali", ma si sbaglia. I film sono immagini piatte proiettate contro un muro, sono un simulacro di realtà e non la realtà stessa. Poi c'è il problema delle immagini: poiché tendiamo a guardarle passivamente, le immagini fisiniscono per passarci attraverso senza lasciare traccia. I romanzi sono completamente diversi. Per leggere un libro bisogna essere attivamente coinvolti in ciò che dicono le parole Bisogna lavorarci su, usare l'immaginazione: e quantdo l'immaginazione è prienamente risvegliata, si entra nel mondo libro come fosse il proprio. Si possono fiutare e toccare le cose, si hanno pensieri e intuizioni complesse, si vive in un mondo tridimensionale. "

 

Paul Auster, Smoke & Blue in the Face, Einaudi, 1995

01/06/2011

L'opinione di tre grandi registi

L'Opinione di tre Grandi Registi

Apriamo il nostro percorso sulla scrittura creativa per il cinema con l'opinione di tre grandi registi sul processo creativo:

 

1) Sergej Ejzenstein: "La cosa più importante è avere l'idea. Poi afferrarla e conservarla. Bisogna vedere e sentire quello a cui si pensa. Bisogna vederlo e afferrarlo. Bisogna conservarlo e fissarlo nella memoria e nei sensi. E Bisogna farlo subito. Quando si è in uno stato d'animo adatto al lavoro, la fantasia, attivissima, formicola d'immagini. Inseguirle e afferrarle è pressappoco come inseguire un branco di aringhe.

 

2) Paul Schrader: "Io credo che ci siano tre fasi nello scrivere una sceneggiatura. Prima, bisogna avere un tema, qualcosa che si vuole dire. Non deve essere necessariamente una cosa importante, ma ognuno ha qualche cosa che lo disturba. Poi bisogna trovare una metafora, che esprima, quel tema. Quindi bisogna trovare un intreccio, che è la parte più semplice dell'intero processo. Tutti gli intrecci sono già stati fatti; sono una cosa semplice; si lavora attraverso le modificazioni successive, finché l'intreccio non riflette accuratamente il tema e la metafora. Si spinge il tema attraverso la metafora e dovrebbe uscirne l'intreccio".

 

3) John Huston: "Ci deve essere un intreccio. Io credo che l'intreccio sia una cosa molto nobile. E' come creare una formula, geometrica, se volete, per astrarla. Ridurre un tema in una formula. E così, quando tracciate quest'ultima linea dall'ipotenusa, la cosa è dimostrata. L'intreccio è la dimostrazione del tema e, io credo, completamente valido se considerato in questi termini".