07/03/2012

Verità Di Solitudine

Verità di Solitudine

di Alessandro Cavaliere

 

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Si risveglia l'anima al grido feroce dell'assenza

consapevole e annientata osserva il suo dolore

come fosse da ella assente

lo sfiora con le dita

ne sente l'amaro tocco sulla pelle

sospira

cade in ginocchio

piange...

piange come se ogni lacrima del mondo

le appartenesse

a dirotto.

 

Sconsolata anima,

che brucia delle sue passioni

senza potervi porre rimedio

perché al male che ha i tratti

del nostro viso

possiamo solo guardarlo

negli occhi

ma non porvi rimedio

perché una volta consumato

il male non può restituirci

nessuna giustizia

ma solo mostrarci quel che siamo

quando ci possiede.

 

Ed in questo turpe momento

resta senza fiata

schianto di se

morte nel cuore ubriaco

assenza che non ha pace

assenza che non porta speranza

se non quella del satiro

che con il suo fare

di te si burla

consegnandoti una verità

di solitudine

13/02/2012

Le Undici regole (semiserie) della Scrittura

Le Undici Regole (semiserie) dello Scrittore Henry Miller

 

miller.jpgLo Scrittore americano Henry Miller (New York 1891 - Los Angel 1980) si diede alcune regole, da lui definite semiserie, per disciplinare il suo lavoro di scrittura. Per i lettori del blog ve le elenchiamo tutte:

 

  1. Lavora a una cosa per volta finché non l'hai finita.
  2. Non iniziare nuovi libri, non aggiungere altro a Primavera nera.
  3. Non essere nervoso. Lavora con calma, allegria e spensieratezza a qualsiasi cosa tu abbia per le mani.
  4. Lavora secondo il programma e non secondo l'umore. Fermati al momento stabilito.
  5. Quando non riesci a creare non puoi lavorare.
  6. Concretizza qualcosa tutti i giorni,, invece di aggiungere nuovi stimoli.
  7. non perdere lo spirito! Vedi gente, va in giro, bevi, se ti va di farlo.
  8. Non sei un cavallo da soma! Lavora solo se lo fai volentieri.
  9. Ignora pure il programma, se vuoi... ma torna a seguirlo il giorno dopo. Concentrati. Seleziona. Escludi.
  10. Dimentica i libri che vorresti scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo adesso.
  11. Prima pensa a scriere, sempre. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutte queste cose vengono dopo.

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23/01/2012

Scrittura Creativa: Le domande Fondamentali

Scrittura creativa: Le Domande Essenziali

di Mithril

 

 

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Per chi intraprende “l'avventura letteraria” è fondamentale impadronirsi di una buona tecnica di lettura. Infatti, se per gli sportivi l'esercizio fisico è fondamentale per la riuscita della loro attività agonistica, uno degli strumenti di “allenamento” dello scrittore è la lettura. Scrivere e leggere sono due attività che non possono essere scorporate, non esiste scrittore che non sia anche un lettore. Purtroppo al giorno d'oggi molti si improvvisano scrittori senza essere dei lettori, ma evitando la polemica e la critica che questa cosa inevitabilmente suscita in ogni amante della buona letteratura, consigliamo a chi vuole iniziare a scrivere di affiancare l'attività di scrittura a quella di lettura. La lettura attiva richiede due domande fondamentali, Che cosa? E Come?. Che cosa sta cercando di dire l'autore e che cosa riusciamo a percepire in questa lettura? Che cosa e come ci colpisce maggiormente? Come l'autore riesce a dire senza dire, ovvero a metterci davanti agli occhi il suo messaggio anche senza enunciarlo esplicitamente? Come ci coinvolge nella lettura? Queste domande sono fondamentali per una lettura attiva che ci arricchisca e ci riveli i segreti di un'opera.  


(post ispirato dalla lettura del manuale di scrittura creativa: Scrivere - Fabbri Editore)

14/06/2011

E' Come Esplodere

E' Come Esplodere

di Alessandro Cavaliere

 

Come esplodere

frastagliate e cupe

sponde,

come esplodere

mentre

un pugno chiuso

di nudo acciaio

ti stritola l'anima.

 

Senza poter urlare

soffoca tutto dentro,

ti calpesta,

eppure sei tu stesso

a farti male,

è come esplodere.

 

Nessuna comprensione,

nessun senso,

nessun sussurro lieve e dolce

finché non giunge

il silenzio;

ed il pugno chiuso nell'anima

è divenuto macerie

taglienti e livide

che però non provocano

più dolore.

 

E' come esplodere

e dopo c'è solo il silenzio,

il muto tacere dell'anima

che si flette inerte

fra quei resti di metallo

che diventano

poi freddi cocci

sparsi alla rinfusa

e solo il riaversi

dell'anima può

salvarti dall'accettazione

inerme e dall'arrendersi.

01/06/2011

L'opinione di tre grandi registi

L'Opinione di tre Grandi Registi

Apriamo il nostro percorso sulla scrittura creativa per il cinema con l'opinione di tre grandi registi sul processo creativo:

 

1) Sergej Ejzenstein: "La cosa più importante è avere l'idea. Poi afferrarla e conservarla. Bisogna vedere e sentire quello a cui si pensa. Bisogna vederlo e afferrarlo. Bisogna conservarlo e fissarlo nella memoria e nei sensi. E Bisogna farlo subito. Quando si è in uno stato d'animo adatto al lavoro, la fantasia, attivissima, formicola d'immagini. Inseguirle e afferrarle è pressappoco come inseguire un branco di aringhe.

 

2) Paul Schrader: "Io credo che ci siano tre fasi nello scrivere una sceneggiatura. Prima, bisogna avere un tema, qualcosa che si vuole dire. Non deve essere necessariamente una cosa importante, ma ognuno ha qualche cosa che lo disturba. Poi bisogna trovare una metafora, che esprima, quel tema. Quindi bisogna trovare un intreccio, che è la parte più semplice dell'intero processo. Tutti gli intrecci sono già stati fatti; sono una cosa semplice; si lavora attraverso le modificazioni successive, finché l'intreccio non riflette accuratamente il tema e la metafora. Si spinge il tema attraverso la metafora e dovrebbe uscirne l'intreccio".

 

3) John Huston: "Ci deve essere un intreccio. Io credo che l'intreccio sia una cosa molto nobile. E' come creare una formula, geometrica, se volete, per astrarla. Ridurre un tema in una formula. E così, quando tracciate quest'ultima linea dall'ipotenusa, la cosa è dimostrata. L'intreccio è la dimostrazione del tema e, io credo, completamente valido se considerato in questi termini".