03/04/2012

Ritratto di Donna

Ritratto di Donna

di Alessandro Cavaliere

 

donna_triste.jpg

Rivedo nello specchio della tua anima

tutti i tuoi tormenti, i tuoi peccati, i tuoi amori

ritratto di donna che si spiega a me

eterno,

fragile,

contemporaneo e antico;

in quella tristezza che si esprime in una lacrima

versata quasi inconsapevolmente.

 

Ritrovo i tuoi errori amica mia

quegli errori che sembrano colpire

gli altri come coltellate

quasi un infierire maligno

del mal di vivere che ti opprime,

ma che in realtà feriscono solo te.

 

Non c'è peggior ferita

che si dona alla propria anima

di perdere coloro che amiamo

e che ci amano

perché il bene a questo mondo

è come polvere d'oro sparsa al vento

in una notte di stelle

è come quello svavillare

in apparenza inutile e terribile

è un dono inaspettato

inconsapevole.

 

Rivedo i tuoi passi amica mia

come fossi un fantasma

che non riesce a trattenerti

perché non si può trattenere

chi si ama;

perché l'amore 

deride chi cerca di imbrigliarlo

è come l'acqua

che scivola via

si insinua ovunque

e dona la vita.

 

Stanca e sperduta

ti osservo, mentre strappi

ad uno ad uno i tuoi sogni

circondata da fogli di carta

in frantumi

sul tuo viso come cera

colata da una maschera di cartone

le lacrime si sono seccate,

strazio è divenuta la tua voce

ormai muta.

 

Lacerata immagine mi giunge di te

che avevi un giorno raccolto

le mie parole e ti eri

seduta al mio fianco

silente e generosa,

ma il tempo cambia le persone

le muta

le trasforma in pupazzi

che si perdono dietro i propri egoismi

che come vecchi avari

lesinano i loro giorni

nella speranza che la morte

non li colga

in un inutile pantomima

che spreca gli ultimi respiri.

 

Triste è questo ritratto di donna ai miei occhi,

triste e cupo dover accettare

la verità che mi pone spietata

e subdola la tua vera figura

il tuo vero volto

ma il tempo assottiglia ogni dolore

renderà anche questo meno grave

e avrà di te amica mia cara

un più empio rimembrare,

ma allora sarà tutto inutile

sarà un ritratto di donna

donato nelle mani del Perduto;

sepolto in una soffita buia

in cui nessuno vi giace

se non per lasciar alla dimenticanza

ciò che non ha il cuore di gettar via,

ma neanche la forza di conservare veramente.

02/04/2012

Ernest Miller Hemingway

Ernest Miller Hemingway

di LordJad

 

Hemingway.jpgPoco più di cinquanta anni fa, con il suono sordo di un colpo di fucile, moriva, per sua stessa mano, Ernest Miller Hemingway. Non è semplice dire quanto Hemingway abbia contribuito a quell'epoca d'oro della letteratura americana, ai ruggenti anni 20 che hanno visto stravolgere i canoni letterari e portato i libri ad una schiera di lettori ben più ampia di una piccola èlite. Non è semplice perchè il “papà” è stato artefice e, allo stesso tempo, creatura di quella straordinaria alchimia che fu l'inizio del secolo scorso. I suoi romanzi, i suoi racconti e le poesie sono, comunque, ancor più del pulitzer o del nobel, la prova che, qualunque sia stato il suo ruolo nella letteratura, è stato di primo piano. Parlare della sua infanzia ribelle e svogliata non spiega come sia diventato ciò che è, dire che abbia incontrato sulla sua strada le persone giuste, dagli insegnanti del liceo ai colleghi nella redazione di un giornale, non è sufficiente. Eppure gli incontri di Hemingway e la sua vita da “star della penna”, hanno un valore enorme sullo stile e sulle storie raccontate in romanzi come Fiesta, Addio alle armi e quell'infinità di capolavori che ha firmato. Giovanissimo si da al giornalismo in piccole redazioni di provincia seguendo lo stile scarno e veloce dell'objective writing, non riuscendo però ad irrompere come sperava, con i suoi racconti e poesie adolescenziali, nel mondo della letteratura. Presto capisce di aver bisogno di cambiare, una volontà nata non solo dalla sua intemperanza ma anche dalla necessità letteraria di fare esperienze. Con il suo arruolamento volontario nella prima guerra mondiale comincia una vera e propria epopea dello scrittore, una storia che lo porterà al mito. E' in europa, infatti, che Ernest, insignito della medaglia al valore per atti eroici sul fronte del Piave, entrerà realmente in contatto con un mondo in forte fermento culturale. Al 27 di rue de Fleurus, ospite della matrona Gertrude Stein, divenne uno di quegli artisti, americani di passaporto ma residenti in ogni angolo del mondo, che lui stesso definirà “La generazione perduta”. Sarà in quel salotto tappezzato di quadri di picasso e matisse che Hem incontrerà Pound ed il modernismo, corrente di cui sarà araldo nella prosa. Se la fama come giornalista, già nei primi anni venti, cominciava a scaldare il narcisismo di Hemingway, solo sul finire del decennio la critica accoglierà con favore i suoi romanzi, primo fra tutti, nel 26, Fiesta. Da qui cominciano a delinearsi gli stilemi dell'autore: il periodo rapido, l'understatement dell'uomo di mondo, la mescolanza fra elementi autobiografici, eventi vissuti e verosimili invenzioni. La fama diventa mondiale, Hem incarna per la prima volta la figura dello scrittore-star, la sua vita comincia a diventare importante quanto e più dei suoi romanzi, patinandosi del glamour che in quegli anni era appannaggio dei divi hollywoodiani. Non smetterà mai di viaggiare da reporter, passerà da un fronte all'altro lungo tutta la prima metà del secolo scorso, prenderà spunto da quegli avvenimenti, di cui scriverà tramite le colonne dei giornali, anche per i suoi romanzi più famosi. Addio alle armi ne è probabilmente uno dei più evidenti costrutti. Il suo impegno sul campo come paramedico, le esperienze traumatiche e quasi mortali del primo conflitto mondiale, verranno mescolate ad altre esperienze temporalmente successive, a personaggi incontrati fra le guerre turche e la sua lunga permanenza in Italia. L'attività letteraria di Ernest sarà, lungo tutta la sua vita, sempre varia ed innovativa. La sua produzione si alternerà, alle volte accavallerà, fra racconti, romanzi ed anche una copiosa attività poetica, anch'essa dal verso scarno e diretto. Sarà questa “povertà” del periodo, vera ricchezza delle sue opere e sintetizzabile stilisticamente con un suo romanzo di sei parole “For sale: baby shoes, never worn”, che lo porterà a produzioni come “per chi suona la campana” ed “isole nella corrente”. La vita privata che va a rotoli, l'inizio di disturbi paranoici, si materializzano con gli anni, in maniera sempre più evidente, nelle sue opere, oramai romanzati racconti di se stesso, così come ne raccontava nei bar dell'avana pavoneggiandosi con i giornalisti e bevendo, bevendo troppo. Sarà forse per questo che, nel 54, risponderà “troppo tardi” al messo che gli comunicava la vittoria del nobel. Hemingway capiva la vecchiaia, soffriva per gli acciacchi accumulati in una vita di avventure e bagordi, era molto simile al vecchio pescatore che, vincitore solo a metà sulla preda, lo porterà al pulitzer ed alla medaglia svedese. Gli ultimi anni di Hem furono di revisioni, nuovi progetti ma soprattutto malattie e paranoie, alcune in qualche modo fondate, come il timore di essere spiato, come realmente avveniva, dal federal bureau. Il due luglio del 61, in una calda mattinata a Ketchum, Idaho, un colpo di fucile alla tempia scrisse la fine del più rappresentativo scrittore del secolo scorso. Prima di lui erano andati via altri grandi, molti suoi amici come Fitzgerald, Stein o Lewis, molti altri gli sopravvissero, ma lui, in qualche modo, più di ogni altro, ha rappresentato l'idea moderna di scrittore.

30/03/2012

Gli Appunti - presentazione -

Gli Appunti -Presentazione - 

di Lacrimadelbuio

 

Nella nostra vita, specialmente nel periodo scolastico, chi non ha avuto a che fare con gli "appunti". Questa forma di scrittura sintetica è essenziale per riuscire a condensare: dati, notizie, lezioni e sunti di brani necessari alla nostra formazione culturale e lavorativa. Conoscere questa forma di scrittura è piegarla alle proprie esigenze è molto importante per chi si appresta a confrontarsi con la creazione di un testo letterario. Perché gli appunti ci serviranno per sintetizzare quelle informazioni che andremo man mano raccogliendo nella fase di ricerca. Quindi imparare una buona tecnica per prendere appunti è esenziale e noi cercheremo nel corso dei vari post dedicati a questa forma di scrittura di darvi delle dritte e dei consigli in merito. Quindi vi rimandiamo ai prossimi post che avranno una cadenza settimanale e che dalla prossima settimana si addentreranno in questa forma di scrittura che potrà di sicuro esservi utile per la preparazione dei vostri futuri "capolavori", ma anche per lo studio e per il lavoro.

23/03/2012

Anima Nitida

Anima Nitida

di Alex Cavaliere

 

Anima Nitida osservo le tue movenze

che si perdono in una danza antica

in un pianto sconosciuto

in questo mondo di oscurità

che impregna come una malattia

l'animo umano che prende le sembianze 

di un sudario sporco e calpestato.

Anima nitida tu che danzi su questo mondo

senza aver paura di mostrare la tua pura bellezza

quella bellezza che è priva di mercificazione

che non appartiene al volgare

volgere degli uomini

che si mascherano di giustizia

squittendo dal dolore

quando questa maschera di perfezione

si imprime sulla loro marcia pelle.

 

Perché anche se finta e recitata

una cosa pura ha il potere di far male

a chi si veste di essa soloper averne piacere

e giovamento.

 

Anima nitida tu che non rappresenti

il male, tu che sei l'essenza della gioia

accarezza ancora il mio cuore

e quieta le mie paure.

 



20/03/2012

Potrei...

Potrei...

di Alessandro Cavaliere

 

immag1.jpg


Potrei scorgere in te il mio stesso torpore

potrei amare ogni parte di te

mentendo alla tua anima sui miei veri sentimenti

potrei ingannare chiunque

perché infondo una menzogna

può vestirsi di verità

come in un carnevale di stracci

solo che per quanto il mondo

possa assistere a questa commedia dell'io

e credere che sia reale

per me, unico custode di questa maschera in carne,

resterebbe verità quel che il mondo crede menzogna,

perché la verità ha il vizio dei tormenti

ha la spudorata consapevolezza

di essere l'unico vero tratto dell'umanità

che per quanto seppellito nel profondo

non può essere mai cancellato,

è vero che esistono tante verità

tante quante sono le bocche che pronunciano parola

ma lei demone dispettoso

è una sola.

 

Potrei ingannare il mio essere

fingermi felice quando l'animo

ha i lineamenti dell'inverosimile

cruda e crudele infelicità

tristezza dell'essere che si piega

al percuotere delle genti

strisce di tempo sprecato

strisce di tempo consolidato

in danze antiche.

 

Potrei alla fine amarti in un bacio

d'addio perché alcuni concepiscono

l'amore

solo quando sfugge dalle loro mani

amore che da tanti tormenti,

eppure,

finge d'essere quel che non è

mascherandosi in mille ipocrisie

per poi balzar fuori come un guitto

e sbeffeggiare come un giullare

chi di esso ha finto di non prendersi mai cura.

 

Potrei amore mio fingere il tuo respiro

percorrerlo con le dita fosse quasi

uno strato di fumo che si innalza verso il cielo,

perché l'amore può toccare solo il cielo

può elevarti fino alle nuvole

piegarti fino a quella volta

che gli antichi attribuivano a dimora degli dèi.

 

Potrei infine cantare come la mia voce

fosse generata da un flauto

immaginario che spinge

le sue note verso il tuo cuore,

ma poi non potrei sopportare

il silenzio che percorre il mondo

quando la musica si acquieta

per divenire ricordo.

19/03/2012

La Via degli Dèi

La Via Degli Dèi

di Friedrich Holderlin

 

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L'ambiente culturale in cui, Friedrich Holderlin, compie la sua formazione è dominato dalla presenza di Johann Joachim Winkelmann (uno dei miaggiori teorici del Neoclassicismo, di Wolfgang Gothe e Friedrich Schiller. Per questo nella sua poesia notiamo una duplicità molto marcata tra serenità olimpica e tormento interiore che viene acutizzata dalle esperienze personali del poeta. La lirica che vi sottoponiamo è un esempio della scoperta della grecità e insieme l'espressione della propria tensione all'armonia.


Dèi andavano un tempo tra gli uomini, le splendide Muse

e Apollo, l'adolescente, a guarire, a esaltare come tu fai;

e tu sei per me come quelli, mi pare che uno dei dei beati

mi abbia mandato nella vita e dove io vado l'immagine

della mia eroina è come me che soffro e creo con amore

fino alla morte; poiché questo appresi, questo ho da lei.

Fai come viviamo, o tu, con cui patisco, con cui

nell'intima fede fedele anello a un tempo più bello.

Eppure noi già lo siamo! Sapessero di noi due

negli anni futuri quando il genio riavrà il suo valore,

Direbbero: Si crearono i solitarii amando,

solo degli dèi conosciuto, il loro più segreto mondo.

Poiché il volgo, curandosi solo di ciò ch'è mortale

sprofondò nell'Orco, ma essi trovarono la via degli dèi,

Essi A un intimo amore fedeli e al divino spirito,

sperando pazienti, e in silenzio vincitori del destino.

07/03/2012

Verità Di Solitudine

Verità di Solitudine

di Alessandro Cavaliere

 

solitudine.gif


 

Si risveglia l'anima al grido feroce dell'assenza

consapevole e annientata osserva il suo dolore

come fosse da ella assente

lo sfiora con le dita

ne sente l'amaro tocco sulla pelle

sospira

cade in ginocchio

piange...

piange come se ogni lacrima del mondo

le appartenesse

a dirotto.

 

Sconsolata anima,

che brucia delle sue passioni

senza potervi porre rimedio

perché al male che ha i tratti

del nostro viso

possiamo solo guardarlo

negli occhi

ma non porvi rimedio

perché una volta consumato

il male non può restituirci

nessuna giustizia

ma solo mostrarci quel che siamo

quando ci possiede.

 

Ed in questo turpe momento

resta senza fiata

schianto di se

morte nel cuore ubriaco

assenza che non ha pace

assenza che non porta speranza

se non quella del satiro

che con il suo fare

di te si burla

consegnandoti una verità

di solitudine

16/02/2012

Termini utili da sapere n1

Allegoria

(fonte wikipedia)

 

Cos'è un allegoria?

L'allegoria è la figura retorica per cui un concetto viene espresso attraverso un'immagine: in essa, come nella metafora, vi è la sostituzione di un oggetto ad un altro ma, a differenza di quella, non si basa sul piano emotivo bensì richiede un'interpretazione razionale di ciò che sottintende. Essa opera quindi su un piano superiore rispetto al visibile e al primo significato: spesso l'allegoria si appoggia a convenzioni di livello filosofico o metafisico. Per chiarire, un esempio tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri:
    Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
    una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
    e non mi si partia dinanzi al volto,
    anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
    Temp' era dal principio del mattino,
    e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
    mosse di prima quelle cose belle;
    sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
    l'ora del tempo e la dolce stagione;
    ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
    Questi parea che contra me venisse
    con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
    Ed una lupa, che di tutte brame
    sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
    questa mi porse tanto di gravezza
    con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.
Qui le tre fiere rappresentano tre animali che turbano l'animo dell'uomo: la superbia e la violenza (leone), l'avarizia e la cupidigia (lupa), l'avidità o per alcuni la lussuria (lonza).
L'allegoria è spesso usata anche in altri campi artistici, dalla pittura alla scultura alle altre arti figurative.

 

Allitterazione

 

Cos'è l'allitterazione?

L'allitterazione è una figura retorica che consiste nella ripetizione di una lettera, di una sillaba o più in generale di un suono all'inizio di parole successive (Coca Cola, Marilyn Monroe, Deanna Durbin, Mickey Mouse, Cip & Ciop). Pone l'attenzione sui rapporti tra le parole fonicamente in rilevanza.
Allitterazione deriva dal latino adlitterare, che significa appunto "allineare le lettere".

 

13/02/2012

Le Undici regole (semiserie) della Scrittura

Le Undici Regole (semiserie) dello Scrittore Henry Miller

 

miller.jpgLo Scrittore americano Henry Miller (New York 1891 - Los Angel 1980) si diede alcune regole, da lui definite semiserie, per disciplinare il suo lavoro di scrittura. Per i lettori del blog ve le elenchiamo tutte:

 

  1. Lavora a una cosa per volta finché non l'hai finita.
  2. Non iniziare nuovi libri, non aggiungere altro a Primavera nera.
  3. Non essere nervoso. Lavora con calma, allegria e spensieratezza a qualsiasi cosa tu abbia per le mani.
  4. Lavora secondo il programma e non secondo l'umore. Fermati al momento stabilito.
  5. Quando non riesci a creare non puoi lavorare.
  6. Concretizza qualcosa tutti i giorni,, invece di aggiungere nuovi stimoli.
  7. non perdere lo spirito! Vedi gente, va in giro, bevi, se ti va di farlo.
  8. Non sei un cavallo da soma! Lavora solo se lo fai volentieri.
  9. Ignora pure il programma, se vuoi... ma torna a seguirlo il giorno dopo. Concentrati. Seleziona. Escludi.
  10. Dimentica i libri che vorresti scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo adesso.
  11. Prima pensa a scriere, sempre. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutte queste cose vengono dopo.

miller2.jpg

07/02/2012

La Terra e La morte

 

La terra e la morte (27 ottobre 1945)

Di Cesare Pavese

 

pavese.jpg

Terra rossa terra nera,

tu vieni dal mare,

dal verde riarso,

dove sono parole

antiche e fatica sanguigna

e gerani tra i sassi;

non sai quanto porti

di mare parole e fatica,

tu ricca come un ricordo,

come la brulla campagna,

tu dura e dolcissima

parola, antica per sangue

raccolto negli occhi;

giovane, come un frutto

che è ricordo e stagione;

il tuo fiato riposa

sotto il cielo d'agosto,

le olive del tuo sguardo

addolciscono il mare,

e tu vivi rivivi

senza stupire, certa

come la terra, buia

come la terra, frantoio

di stagioni e di sogni

che alla luna si scopre

antichissimo, come

le mani di tua madre,

la conca del braciere.

 

 

 

 

 

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